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Scheda informativa 4 – Cibo e povertà

Page history last edited by giordano golinelli 10 years, 4 months ago

Che cosa sta impedendo ai paesi poveri di procurarsi cibo di buona qualità? I principali motivi sono l’infertilità del suolo, le scelte politiche, la scarsità dei trasporti, il commercio internazionale, le cattive condizioni sanitarie e lo spreco di cibo. In molti paesi il suolo non è adatto alle coltivazioni e/o i contadini non sono dotati di capacità adeguate ad una efficiente coltivazione della terra. Nei paesi in via di sviluppo più poveri, la gente non dispone del denaro necessario per comperare il cibo a causa degli elevati prezzi dei generi alimentari. Spesso emigra nelle aree urbane per cercare ricchezza. D’altro canto questo significa che vi è sempre meno gente che lavora nel settore agricolo nelle zone rurali, con ciò implicando una minore fornitura di prodotti alimentari nella regione. Importare cibo nell’area urbana potrebbe creare problemi, ad esempio l’aumento dei prezzi.

Alcuni paesi in via di sviluppo, come l’Africa sub-Sahariana, dispongono di terreni troppo poveri di nutrienti per poter ottenere raccolti abbondanti e la maggior parte di essi non sono arabili. A ciò si aggiunge il fatto che i contadini incrementano la produzione per far fronte all’aumento della domanda dovuto alla crescita demografica e così facendo non permettono al suolo di rigenerare i suoi componenti nutritivi. Essi inoltre non hanno il tempo di tenere a maggese i terreni, vale a dire di arare il terreno non seminato in modo tale da fargli riacquistare fertilità. Di conseguenza i terreni vengono talmente sfruttati nei loro elementi nutritivi da diventare non arabili o produrre una qualità di raccolti peggiore di quella attesa. Spesso in alcuni periodi si possono verificare siccità. Senza acqua a sufficienza è ancora più complicato far crescere un’adeguata quantità di raccolto. E nei paesi in via di sviluppo è probabile che i coltivatori non abbiano a disposizione risorse utili all’acquisto di fertilizzanti che rendano la terra produttiva, fornendo abbondanti raccolti.

Spesso la fornitura alimentare è fortemente osteggiata dalla corruzione politica. Un esempio per tutti è lo Zimbabwe. Durante il suo mandato, il presidente Mugabe ha sostituito i coltivatori bianchi specializzati con degli africani non specializzati. Ha addirittura rifiutato l’aiuto di altri paesi. L’effetto di ciò, combinato ai cattivi raccolti e ai prezzi in aumento in altre parti del mondo, ha fatto sì che milioni di persone stiano morendo di fame. Tante famiglie hanno dovuto accontentarsi di frutti selvatici noti come “ hacha” e in poche parole non c’è abbastanza cibo. La malnutrizione accelera e in alcune zone ha provocato la morte del 60% dei bambini.

Un grosso impedimento all’ottenimento di cibo in molti paesi in via di sviluppo è dato dalla scarsità di infrastrutture. A causa della distanza kilometrica che separa le zone arabili produttive dagli insediamenti (in termini sia di accesso al mercato per i produttori, sia di accesso ai prodotti per i consumatori), servono strade in buono stato, linee ferroviarie e altre forme di trasporto. In molti paesi in  via di sviluppo, le strade dissestate ostacolano  e rallentano il trasporto di cibo. Le vie scavate nella roccia rendono pressoché impossibile pedalare o camminare verso i mercati. Spesso i trasporti pubblici sono inesistenti. La gente si arrangia con quello che ha e talvolta non è sufficiente.

Il commercio di alimenti tra paesi può essere problematico per alcune ragioni. I governi dei paesi più sviluppati possono permettersi di elargire sussidi per acquistare l’eccesso di produzione al fine di proteggere gli agricoltori dalla caduta della domanda e stabilizzare i prezzi. Ma ciò impedisce il ribasso dei prezzi a danno dei paesi economicamente meno sviluppati che devono importare cibo a buon prezzo. Tali governi possono anche imporre quote e tasse sulle esportazioni, portando ad un aumento dei prezzi nonché ad una riduzione della disponibilità di cibo per altri paesi.

Il problema della disponibilità alimentare in alcune parti del mondo può coinvolgerne altre. I paesi in via di sviluppo possono importare da alcuni paesi nel momento non possono contare sull’agricoltura locale, ma nel caso in cui alcuni di questi paesi abbiano avuto cattivi raccolti o abbiano in qualche modo subito una diminuzione nella produzione, diventerà ancora più costoso importare da quei paesi e potrebbero esserci dei riflessi sui mercati mondiali in termini di inflazione sui prodotti alimentari. Ciò vorrebbe dire che paesi dipendono dalle importazioni, come lo Zimbabwe, ne risentiranno. L’inflazione sugli alimentari è dovuta di frequente ai cattivi raccolti, alla domanda di biocarburanti, alla domanda di una popolazione in crescita e ad ulteriori aumenti della domanda. Recentemente i tagli alla produzione in Australia e Ucraina sono stati alla base di un periodo di inflazione alimentare.

                                                                    

(fonte http://godofgod.co.uk/articles/view_article.php?id=40)

 

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